La Preghiera a San Michele Arcangelo: Il baluardo spirituale di Papa Leone XIII

Preghiera di Leone XIII a San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo, proteggici nella battaglia;
sii nostro aiuto contro la malvagitĂ  e le insidie del diavolo.
Che Dio eserciti su di lui il suo dominio, te ne preghiamo supplici:
e tu, o Principe della milizia celeste,
con la forza divina ricaccia nell’inferno Satana
e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo
per perdere le anime. Amen.

La preghiera a San Michele Arcangelo, nella sua forma estesa (il cosiddetto ‘Esorcismo breve’), fu composta da Papa Leone XIII nel 1886. La tradizione vuole che il Pontefice, al termine della celebrazione eucaristica, abbia avuto una visione profetica terrificante riguardante il secolo XX, in cui le potenze infernali si sarebbero scatenate contro la Chiesa. Scosso da tale visione, il Papa compose questa invocazione, disponendo che venisse recitata al termine di ogni Messa letta, pratica rimasta in vigore fino al 1964.

Teologicamente, l’invocazione si inserisce nella dottrina cattolica della ‘Chiesa Militante’, che riconosce il combattimento spirituale come una costante della vita cristiana. San Michele, il cui nome significa ‘Chi è come Dio?’, è invocato non solo come difensore, ma come colui che presiede all’ordine cosmico e alla sconfitta definitiva del male, ricalcando la narrazione dell’Apocalisse in cui egli scaccia il drago dai cieli.

Una curiositĂ  storica affascinante riguarda la genesi della preghiera: il segretario particolare di Leone XIII, Monsignor Rinaldo Angeli, testimoniĂ² che il Papa, dopo la visione, si ritirĂ² frettolosamente nel suo studio per scrivere il testo, quasi come se fosse dettato da un’urgenza mistica. Oggi, nonostante la liturgia sia cambiata, la preghiera ha vissuto un forte ritorno di popolaritĂ , incoraggiata esplicitamente da Papa Giovanni Paolo II nel 1994, che ne sottolineĂ² la perdurante validitĂ  per la difesa della fede nel mondo moderno.