
Preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano – San Francesco d’Assisi
Altissimo, glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
speranza certa e caritate perfecta,
senno e cognoscimento, Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento.
Amen.
La preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano rappresenta il momento di rottura e di rinascita spirituale nella vita di San Francesco d’Assisi. Secondo le fonti agiografiche, in particolare la ‘Legenda Maior’ di San Bonaventura, l’episodio avvenne nel 1205, quando un giovane Francesco, ancora in cerca del suo cammino, si rifugiò nella chiesetta diroccata di San Damiano. Davanti all’icona bizantina del Cristo, egli udì una voce che gli chiedeva di riparare la Sua casa, che cadeva in rovina.
Dal punto di vista teologico, questa preghiera è un compendio della spiritualità francescana delle origini. Essa si distacca dalle suppliche formali dell’epoca per abbracciare un tono di intimità relazionale con il Divino. La richiesta di ‘fede dricta’ (retta), ‘speranza certa’ e ‘caritate perfecta’ attinge direttamente alla teologia delle virtù teologali, fondamento della vita cristiana, ma le declina in una prospettiva esistenziale: non si chiede solo di credere, ma di ricevere la luce necessaria per discernere e compiere il ‘santo e verace comandamento’ di Dio.
Una curiosità storica affascinante riguarda la natura dell’icona originale: il Crocifisso di San Damiano non è una rappresentazione della sofferenza statica, ma un Cristo trionfante, con gli occhi aperti e vestito di panni regali, che comunica la vittoria sulla morte. Questa immagine influenzò profondamente la teologia di Francesco, orientandola verso una visione dell’Incarnazione e della Passione intese non come sconfitta, ma come atto supremo di amore e gloria, che diventerà il perno del suo intero carisma e della missione dell’Ordine dei Frati Minori.




