La Preghiera di Liberazione dal Maligno: L’autorità della Chiesa nel Rituale Romano

Preghiera di Liberazione dal Maligno del Rituale Romano

Dio del cielo, Dio della terra, Dio degli Angeli, Dio degli Arcangeli, Dio dei Patriarchi, Dio dei Profeti, Dio degli Apostoli, Dio dei Martiri, Dio dei Confessori, Dio delle Vergini, Dio che hai il potere di dare la vita dopo la morte e il riposo dopo la fatica.
Non c’è altro Dio fuori di Te, né vi può essere altro se non Te, Creatore di tutte le cose visibili e invisibili, del cui regno non vi sarà fine.
Umilmente supplichiamo la Tua gloriosa Maestà, affinché Ti degni di liberarci con la Tua potenza e di custodirci incolumi da ogni dominio, laccio, inganno e malvagità degli spiriti infernali.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

La Preghiera di Liberazione dal Maligno, estratta dal Rituale Romano, rappresenta uno dei pilastri liturgici dell’esorcismo minore. Storicamente, il testo trae le sue radici dalla necessità della Chiesa di affermare la signoria assoluta di Dio su ogni creatura, visibile o invisibile. La struttura solenne, che enumera le gerarchie celesti e i testimoni della fede, riflette la teologia patristica dove la salvezza non è solo una liberazione dal peccato personale, ma una vittoria cosmica di Cristo sulle potenze delle tenebre.

Dal punto di vista teologico, questa orazione non è un incantesimo magico, ma una professione di fede. Definendo Dio come Creatore di tutto ciò che esiste, il fedele riconosce che il male non ha una sostanza propria, ma è una privazione che perde ogni consistenza di fronte alla luce del Creatore. La recitazione di tale preghiera inserisce il credente nella comunione dei santi, richiamando l’intercessione di angeli, profeti e martiri come scudo spirituale contro le insidie del Maligno.

Una curiosità rilevante riguarda l’uso di questo testo: sebbene faccia parte del Rituale Romano, la Chiesa ne raccomanda l’uso con prudenza e umiltà. A differenza dell’esorcismo maggiore (il ‘de exorcizandis obsessis’), che richiede il mandato specifico del Vescovo, questa preghiera di liberazione è intesa come un atto di devozione personale o comunitaria. Rappresenta la fiducia incrollabile del cristiano nel fatto che, nonostante le prove, il regno di Dio è l’unica realtà destinata a non avere fine.

Padre Bernardo
Padre Bernardo

Frate Minore Francescano, teologo e custode della tradizione liturgica. Dedica la sua vita alla preghiera contemplativa e allo studio delle vite dei Santi. Attraverso le sue riflessioni, guida i fedeli alla riscoperta delle radici più profonde della devozione cattolica e delle grandi suppliche della tradizione ecclesiale, unendo l'umiltà francescana al rigore dottrinale.