
Oggi la Chiesa celebra la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, un momento di grazia che ci invita a riflettere sulla sollecitudine materna di Maria. Subito dopo il ‘Sì’ pronunciato all’Arcangelo Gabriele a Nazaret, la Madre di Dio non indugia in sé stessa, ma si mette in viaggio verso la regione montuosa della Giudea per raggiungere la cugina Elisabetta. Questo incontro, narrato nel Vangelo di Luca, rappresenta l’abbraccio tra due promesse di Dio: Maria, incinta di Gesù, ed Elisabetta, madre di Giovanni Battista. È in questo scenario di accoglienza che risuona il ‘Magnificat’, il cantico in cui la Vergine loda l’opera di Dio nella storia. La Visitazione non è solo un atto di cortesia umana, ma il primo atto missionario del Vangelo: la presenza di Cristo, portato nel grembo da Maria, diventa fonte di gioia incontenibile per Elisabetta e per il bambino che sussulta nel suo seno. In un mondo spesso ripiegato su sé stesso, la figura di Maria in cammino ci ricorda che la vera fede si manifesta sempre nella cura verso il prossimo e nella capacità di riconoscere le meraviglie che l’Altissimo compie nei piccoli e negli umili.




