
Preghiera di lode alla Santissima Trinità – Santa Elisabetta della Trinità
O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per stabilirmi in Te, immobile e tranquilla come se la mia anima fosse già nell’eternità.
Che nulla possa turbare la mia pace, né farmi uscire da Te, o mio Immutabile, ma che ogni minuto mi porti più addentro nella profondità del Tuo mistero.
Pacifica la mia anima, fanne il Tuo cielo, la Tua dimora amata e il luogo del Tuo riposo.
Che io non Ti lasci mai solo, ma che io sia là, tutta desta in fede, tutta adorante, tutta offerta alla Tua azione creatrice.
La preghiera qui presentata è il cuore pulsante della spiritualità di Elisabetta della Trinità, al secolo Elisabetta Catez, una carmelitana francese morta giovanissima nel 1906. Questo testo non è una semplice composizione devozionale, ma costituisce l’apice del suo diario spirituale, redatto nel 1904. In esso, la giovane santa esprime la sua vocazione profonda: vivere come una ‘Lode di gloria’ della Trinità, un’espressione che ella stessa derivò dalla Lettera agli Efesini di San Paolo.
Teologicamente, la preghiera riflette la dottrina dell’inabitazione trinitaria, un tema caro alla mistica carmelitana. Elisabetta non cerca Dio in un luogo lontano, ma nel segreto della propria anima, trasformata in un tabernacolo vivente. La richiesta di ‘dimenticarsi interamente’ non è un annullamento nichilista del sé, bensì l’atto di carità suprema che permette alla grazia divina di occupare tutto lo spazio interiore, rendendo l’anima ‘immobile’ nella contemplazione, nonostante le tempeste della vita quotidiana.
Storicamente, questa preghiera è stata composta in un momento in cui Elisabetta stava già soffrendo per la malattia che l’avrebbe condotta alla morte a soli 26 anni. Nonostante il dolore fisico atroce, la sua scrittura vibra di una serenità soprannaturale. È interessante notare come la santa usi un linguaggio quasi architettonico, parlando di ‘dimora’ e ‘cielo’, elementi che richiamano le ‘Mansioni’ di Santa Teresa d’Avila, confermando la continuità della tradizione del Carmelo nello sguardo rivolto all’unità di Dio in tre Persone.




