
Nella giornata odierna, la Chiesa commemora i Santi Nabore e Felice, figure esemplari di fedeltà evangelica in un tempo di profonda oscurità. Soldati romani originari della Mauritania, in servizio presso l’esercito imperiale a Milano durante il IV secolo, questi martiri rappresentano il coraggio di chi, di fronte alla ferocia delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano, seppe operare una scelta radicale: abbandonare le armi per abbracciare la croce. La loro conversione non fu un atto privato, ma una pubblica confessione di fede che li condusse inevitabilmente verso il martirio. Trasferiti a Lodi e sottoposti a giudizio, furono decapitati, suggellando con il sangue la loro appartenenza a Cristo. La loro memoria è strettamente legata alla figura di Sant’Ambrogio, che ne onorò le reliquie a Milano, riconoscendo in questi soldati-martiri non solo degli eroi del passato, ma dei testimoni viventi della supremazia della coscienza sull’autorità terrena.




