
Nel calendario liturgico, la memoria di Santa Veronica Giuliani risuona come un richiamo profondo al mistero della Croce. Nata nel 1660 a Mercatello sul Metauro e divenuta colonna del monastero delle Cappuccine di Città di Castello, Veronica rappresenta una delle figure più singolari e carismatiche del misticismo cattolico. La sua vita non fu scandita solo da una rigorosa ascesi, ma da un’esperienza mistica che si fece carne: la ricezione delle stigmate e l’intima partecipazione alle sofferenze di Cristo non furono per lei segni di distinzione, ma un atto d’amore supremo. La sua eredità più preziosa risiede nel ‘Diario’, un manoscritto monumentale di migliaia di pagine scritto per obbedienza, che ancora oggi costituisce un documento teologico e psicologico di straordinaria profondità. Attraverso le sue pagine, Veronica non narra soltanto visioni, ma un percorso di spoliazione dell’io per diventare, passo dopo passo, specchio dell’amore crocifisso.




