
Preghiera per imparare ad amare i poveri – Santa Teresa di Calcutta
Signore, apri i nostri occhi,
perché possiamo riconoscere Te nei nostri fratelli e sorelle.
Signore, apri i nostri orecchi,
perché possiamo udire le grida e i richiami di chi ha fame, di chi ha freddo,
di chi ha paura, di chi è oppresso.
Signore, apri il nostro cuore,
perché possiamo amarci l’un l’altro come Tu ci ami.
Donaci ancora di nuovo il Tuo spirito,
Signore, e rendici liberi.
Amen.
Questa breve ma densa preghiera riflette l’essenza stessa della missione di Santa Teresa di Calcutta. Le sue parole non sono un esercizio intellettuale, ma una richiesta pragmatica e mistica rivolta a Dio affinché trasformi la percezione del credente. Per Madre Teresa, l’amore verso i poveri non era una forma di filantropia laica, ma l’atto supremo di adorazione: servire Cristo attraverso le fattezze dei ‘più piccoli’. La struttura della preghiera, che invoca l’apertura dei sensi, richiama i riti dell’Effatà, simbolo della conversione dello sguardo verso l’alterità.
Storicamente, il pensiero di Madre Teresa si è consolidato durante il suo servizio tra i vicoli di Calcutta. La teologia che emerge da questo testo si fonda sull’identificazione totale tra il Cristo eucaristico e il Cristo sofferente. La santa riteneva che spesso non vediamo Dio nei poveri non per mancanza di volontà, ma per una ‘cecità spirituale’ causata dall’egoismo. Chiedere a Dio di ‘aprire gli occhi’ significa dunque compiere un atto di umiltà, ammettendo che senza una grazia divina specifica, la nostra capacità di amare resta limitata e condizionata.
Una curiosità teologica rilevante riguarda la semplicità del linguaggio usato dalla fondatrice delle Missionarie della Carità. Sebbene fosse una figura di caratura mondiale, Madre Teresa preferiva testi di preghiera brevi e incisivi che potessero essere recitati anche nei momenti di massima emergenza umanitaria. Questa preghiera funge da ‘esame di coscienza’ quotidiano: non si chiede solo di fare del bene, ma di cambiare la propria natura affinché l’amore diventi spontaneo, proprio come descritto nel Vangelo di Matteo: ‘Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’.




